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Giovan Francesco Gonzaga (Milano, 12 giugno 1921 – Milano, 2 ottobre 2007) è stato un pittore e scultore italiano.
Giovan Francesco Gonzaga è nato a Milano il 12 giugno 1921, discende da un ramo cadetto della famiglia Gonzaga di Mantova[1].
Frequenta giovanissimo il Castello Sforzesco ove si diletta a ricopiare gli studi e i disegni dei grandi del passato come Leonardo e Michelangelo.
Ottenuta la licenza liceale, contro il volere della famiglia, si arruola volontario per la guerra, prendendo parte con il Savoia Cavalleria – squadrone “Fantasma” – allaCampagna di Russia 1941-45[2]. È un’esperienza molto dura, che lascerà segni indelebili sull’animo di Gonzaga, ed accrescerà ulteriormente l’amore per il cavallo, suo fedele compagno d’avventura. A tale magnifico ed elegante animale l’artista dedicherà numerosissimi dipinti, sculture e poesie, così da meritarsi l’appellativo di “il pittore che sussurra ai cavalli” [3].
Finita la guerra, può dedicarsi alla sua vocazione: la pittura. A differenza di altri artisti, egli sarà e resterà un autodidatta:”La mia vera maestra è la Natura” dirà l’artista in un’intervista televisiva, trasmessa da Telemarket, ove spiegava, con la collaborazione del critico Giorgio Falossi, la predilezione per i paesaggi e le nature morte, sempre raffigurati “en plein air”.
L’artista ha intrapreso numerosi viaggi. Il più importante dei quali in Spagna (1955)[4], per l’influenza che avrà sulla cromatica della sua opera[5].
Nel 1962 dipinge alcuni quadri per la Chiesa della Medaglia Miracolosa di Milano[6], si tratta della Via Crucis, ora conservati nel sacello della stessa chiesa, per quest’opera otterrà, dall’allora Cardinale Arcivescovo di Milano Giovan Battista Montini, una medaglia d’oro [7].
Nel 1964 in occasione della prima del film “Italiani brava gente” sulla guerra di Russia, l’artista tiene una mostra delle sue opere sulla Campagna di Russia[8], a cui egli stesso aveva partecipato.
Il Maestro muore a Milano il 2 ottobre del 2007[9].
Giovan Francesco Gonzaga si è espresso adoperando come tecniche principali: l’olio, le matite, l’acquerello, la tempera, la litografia e la serigrafia su tela.
I soggetti solitamente raffigurati sono: cavalli, cavalieri, nature morte, soldati, ritratti e paesaggi; interessanti sono i soggetti sacri come: crocifissioni, e soprattutto i ritratti della Vergine Maria, etc.
Celebre è l’incontro con Giorgio de Chirico, nei primi anni cinquanta del novecento [10], che, in occasione di una mostra del giovane Gonzaga, rimarrà folgorato dai suoi celebri cavalli. Al riguardo riportiamo un breve passo del “colloquio tra Paolo Levi e G.F. Gonzaga” : Si sente il continuatore e l’erede di Giorgio De Chirico? Io ho avuto con Giorgio De Chirico un incontro stupendo. Esponevo alla galleria Gussoni, in via Manzoni. Quando lui arrivò io non c’ero. Dei miei quadri disse : il solo fatto che De Chirico mi volesse conoscere, è stato per me un grandissimo premio. L’ho poi incontrato all’Hotel Continenatal, ed è stato un momento meraviglioso. La nostra amicizia non si interruppe.”